Trento!

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Ieri sono finalmente arrivato nell’anello mancante del triveneto: Trento.

Dopo due anni di vagabondaggio tra Pavia e Trieste, pianura e mare, ora mi sono semi-quasi-definitivamente trasferito nella città del Concilio, in montagna. In particolare sarò dottorando presso la Fondazione Bruno Kessler per un po’ di tempo.

Tante cose, tutte in un giorno, come sempre

Ultimamente sono stato un po’ assente sul mio blog, lo so. Ho tante cose da fare e, soprattutto ultimamente, tante a cui pensare.

Ogni giorno, per ciascuno di noi, è ricco di avvenimenti, scoperte piccole o grandi, rimpianti, casualità. Oggi, ad esempio, ho invitato a pranzo un amico di lunga data che non vedevo da tempo, abbiamo fatto i piccoli nerd e ho scoperto che devo ripensare seriamente al mio dottorato di ricerca, per fare qualcosa di mio. Dovevo addirittura andare a parlare a Milano con il mio docente di riferimento, ma troppe casualità mi hanno fatto propendere a un rinvio: la neve, la chiusura del Dipartimento, la mia partenza per Vallecrosia. Almeno ho tempo per riflettere e prendere una decisione.

Poi oggi ho rivisto un’altra persona ex-pavese ormai fisso in terra straniera, con cui ho trascorso una piacevole ora a parlare di Wikileaks, politica italiana, videogiochi. Chi mi conosce sa benissimo di chi sto parlando. Sulla quesione Wikileaks ho poi trovato un post interessante di Piergiorgio Odifreddi, “Le rivelazioni matematiche di Assange“.

Infine, per ammazzare il tempo nel mio viaggio in treno, mi ha tenuto compagnia un cartone animato di rara bellezza e, soprattutto, profondità, “Mary and Max“. Di produzione australiana, non è stato mai importato in Italia (e quindi nemmeno tradotto), ed è realizzato in stop-motion con pupazzi di plastilina.

Tra poco sarò a casa, dove rilassarmi qualche giorno, in attesa di partire per il Portogallo.

Non una giornata speciale, quindi, di quelle “da film”, ma con la dignità di un giorno da vivere. Come tutti gli altri.

Pagare le tasse è bellissimo?

Sono un lavoratore autonomo, i miei clienti sono per lo più per aziende ed enti pubblici, quindi anche volendo è per me impossibile eseguire lavori brevi manu, per così dire.

Oggi mi è arrivata la solita mail del commercialista, anticipo tasse per il 2011 (quindi sono soldi sui miei guadagni “presunti” del prossimo anno): 5.800 euro! Ma stiamo scherzando?

Pagare le tasse è una merda, altro che bellissimo!

Spostamento server

Chiedo scusa ai miei venticinque lettori, ma in questi giorni ho spostato il server dove questo sito è hostato (insieme a molti altri), quindi ci sono state parecchie ore di vuoto. E sempre per questo motivo non ho avuto tempo e modo di scrivere.

Da domani, però, si ricomincia a raccontare qualunque cosa mi venga in mente!

Un sabato sera da urlo

Normalmente le persone normali il sabato sera escono, vanno in discoteca, magari si ubriacano, conoscono nuova gente. Io non sono una persona normale.

Torno a casa da una cena con la mia amica Marilù e, innanzi tutto, incontro il mio ex coinquilino Alberto in preda al panico per via della sua nuova lavatrice non compatibile con l’attacco sul muro della casa che ha appena preso in affitto. “No problem”, gli dico, “vieni pure a farla qui”. Almeno l’ho rivisto.

C’è stata anche una piccola parentesi divertente, in cui Alberto mi ha confessato che “di me gli manca il mio modo unico in cui riuscivo a girare la chiave nella serratura”. Ovviamente i doppi sensi si sono sprecati.

Dopo questo piacevole incontro, arriva il momento topico in cui, in piena crisi di “cosa vuoi fare da grande” mi decido a mandare il mio curriculum in giro per il mondo: Google, Facebook, Twitter, Apple, Skype. Quest’ultimo ha un distaccamento a Tallinn, in Estonia, dove additittura arriva Ryanair. Inutile dire che ho fatto richiesta per andare lì.

Volevo provare anche con IBM e Microsoft, ma mi sapevano troppo di incravattati. E a me la cravatta non piace.

Ora attendo il responso.

Update. È arrivato il primo due di picche da Twitter.

Odio profondo

Qualche giorno fa è tornato a Pavia un mio caro amico, ormai fisso a Bruxelles.

Per fare sì che non sentissi troppo la sua mancanza, mi ha tappezzato la camera con gli adesivi del sito internet con il quale collabora e scrive recensione di film, telefilm, videogiochi. Ebbene, uno di quegli stramaledetti adesivi ha perennemente rovinato la mia preziosissima scrivania IKEA.

Ergo, ho deciso di boicottare in saecula saeculorum il sito per cui collabora (che ha un nome inglese che potrebbe essere tradotto con tutto occhi, tutti gli occhi, o qualcosa di simile; ovviamente non lo linko).

(So che questa è una cosa estremamente puerile, ma credo sia paragonabile a spargere adesivi a caso in camera di un amico)

Recensioni di film

Recensioni di videogiochi

Quando riceverò una nuova scrivania impacchettata firmata ever… (ops!), dedicherò un intero post al sito delle robe degli occhi.

Ricambio

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Weekend importante per la mia casa.

È il primo fine settimana che trascorro nella mia dimora dall’inizio dell’anno accademico e mi rendo conto che non me lo sarei voluto perdere per alcun motivo. Ognuno dei miei coinquilini ha portato “qualcosa” di importante. Chi fisicamente e chi col pensiero.

  • Luana, l’ultima new entry, ha finalmente ricevuto il suo pacco da Vittoria. Oltre a provviste di vario tipo, saltano all’occhio i pomodorini. In questo modo la Sicilia è un po’ meno lontana.
  • Giuseppina, un po’ meno new entry di Luana, è arrivata oggi con un’enorme forma di Grana (una decina di chili almeno, penso). Subito ha sottolineato: “È di Aiesec, però potete mangiarlo”. Strano che non me l’abbia detto in inglese.
  • Alberto, invece, sposta scatoloni. Dopo tre anni di felice convivenza, almeno da parte mia, un pezzo importante della mia vita fuori dal Collegio se ne va. Convivenza con la fidanzata. Tic tac, il tempo scorre. L’ho aiutato a caricare la macchina, è stato un po’ come aiutare la ragazza di cui si è innamorati a conquistare un altro uomo. Mi mancherà.

Cultura… scientifica?

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Scena 1

– Cosa hai studiato? – Mi chiedono.
– Matematica – rispondo io.

Sarebbero facce da fotografare, quelle che mi si parano davanti. Mi sento un alieno.

– Io non ho mai capito un tubo di matematica – rispondono quasi altezzosi.

Come se conoscere la matematica fosse un’elucubrazione mentale per chi non ha di meglio con cui passare il tempo.

Scena 2

– Quel ramo del Lago di Como… – mi dicono.
– Che roba è, un albero? – rispondo io.

Ecco che ora sono un maledetto ignorante.

– Ma come si fa a non conoscere l’incipit dei Promessi Sposi?


Perché in Italia “cultura” non è sinonimo di “sapere scientifico” e “ricerca”?

La stessa etimologia delle parole ne denota il loro intrinseco legame: non è possibile fare ricerca in un campo non coltivato. Il concetto di “Ricerca”, negli anni, si è quindi sempre di più andato allontanando da quello di “Cultura”, relegando il secondo termine per lo più alle discipline umanistiche, mentre il primo resta riservato a quelle scientifiche. Si pensi a quanto sia rispettoso e riverente un uomo “colto” e invece quanto assuma un’accezione negativa la parola “nerd”. Le scene appena citate sono un esempio preso dalla vita di tutti i giorni che può esemplificare adeguatamente l’idea.

Questo fattore ha ovviamente avuto ripercussioni sulla percezione che di ricerca ha la popolazione. Quest’ultima è pienamente consapevole che parte delle sue tasse viene dedicata alla ricerca, ma non ha assolutamente cognizione di cosa questo significhi. Ad alimentare il circolo vizioso si inserisce la Politica, che può permettersi di dare meno priorità alla ricerca, fornendo invece più attenzione a temi vicini alla popolazione e da questa direttamente sentiti.

Forse, se ci fossero più soldi per la ricerca, se ne parlerebbe di più e ne nascerebbe una concezione diversa. Forse, d’altra parte, il fatto che la popolazione italiana sia così disinteressata ai tagli alla ricerca, incentiva un governo senza più soldi a tagliare dove fa meno male.

Forse, e dico forse, questo circolo vizioso non porterà a nulla di buono e andrebbe interrotto.

Forse.