Fonte: http://brownsharpie.courtneygibbons.org/?p=1158
Io sono per la scienza. Credo in quello che fa, mi fido di essa e sono fermamente convinto di avere ragione. Sono favorevole alla ricerca sulle cellule staminali, sto con Darwin e non penso che gli OGM facciano male.
Tuttavia mi chiedo: perché io ho questo atteggiamento e altre persone non ce l’hanno?
Semplice: io ho a che fare con la scienza: sono laureato in matematica, seguo un Master in Comunicazione della Scienza e leggo riviste scientifiche. Sembra una risposta banale a un dilemma senza vie d’uscita, ma questa è la mia risposta. Chi ha a che fare con la scienza, generalmente, ne è favorevole, mentre chi non ne ha a che fare, tendenzialmente, è contrario. Ora il punto è: si deve davvero ricorrere alla democrazia per le questioni di etica scientifica? Oppure, dall’altra parte, è “sano” che le persone a favore di una certa cosa sono quelle che dalla cosa traggono profitto?
È sensato che uno scienziato parteggi per OGM e nucleare, così come un cacciatore parteggia per la caccia o un fumatore per la possibilità di fumare nei luoghi pubblici. Ma cosa dire dell’utente comune? Può parlare di scienza come parla di fumo e caccia?
Insomma: il gatto è vivo o morto?