Ciao Gianni

Foto matematici S. Pio 2004 - small

Oggi pomeriggio si è tenuto il Consiglio di Facoltà di Scienze MMFFNN. Nonostante il mio passato di studente politicamente impegnato, ormai non dovrei più presenziare a queste attività; oggi, però, il destino ha voluto che fossi lì in qualità di nuovo webmaster. Una sorta di presentazione mia e del mio lavoro a tutti i docenti della Facoltà.

Tiro in ballo il destino perché, prima del Consiglio, il Professor Gilardi, ordinario di Analisi Matematica, ha commemorato la prematura scomparsa del Professor Gianni Arrigo Pozzi, anch’egli ordinario di Analisi Matematica. La presentazione che ne ha dato è stata a dir poco commovente: un riassunto sintetico ma significativo della vita del docente.

Nel mio piccolo ho avuto poco a che fare con il Prof. Pozzi, vuoi per la mia non predilezione per l’analisi, vuoi per la mia pigrizia nel frequentare le lezioni (col senno di poi…). Una cosa, però, mi è rimasta impressa, ed è il suo amore per la didattica e per l’insegnamento. Un esempio su tutti è la dispensa del corso di Analisi Funzionale, ultimo esame del mio libretto prima della Laurea, la cui versione più recente risale al 23 agosto 2007, quando ormai “tutti sapevano già”…

Un amore per la scienza e per l’insegnamento che io voglio omaggiare con questa foto, scattata durante i festeggiamenti di San Pio il 9 maggio 2004. Un momento immortalato nel Collegio dove ha studiato (e dove ho studiato anche io) in cui viene ritratto con tutti i “matematici” presenti alla cerimonia.

Nell’ordine, da sinistra a destra sono presenti Emanuele “Willy” Dolera, il Prof. Eugenio Regazzini, il Prof. Gianni Arrigo Pozzi, il Prof. Gianni Gilardi, Marco “Zazzà” Morandotti, Leonardo “Nitrito” Pistone, io, Giacomo “Mollo” Carboni, Marco “Play” Fecchio, Raffaele “Pappa” Arecchi, Andrea “Pizzocchero” Moiola. Nella seconda fila Federica “Logor” Musetta, Rubina Ramponi, Andrea Pedrini, Elisa Tenni, Sara Daneri.

Ciao, Gianni!

(S)Consigli per gli acquisti

Euro

Negli ultimi giorni, tra vacanze di Natale, lavoro ed esperienze varie di vita (d’altra parte, chi non ne fa?) ho acquisito esperienza e vorrei dare i miei (s)consigli per gli acquisti.

  1. Se giocate in borsa, evitate accuratamente le azioni delle aziende che vanno bene: sicuramente crolleranno quando meno ve l’aspettate, solitamente un nanosecondo dopo che le avete acquistate. Ad esempio con le Apple a me è andata esattamente così: per due anni più o meno salgono, le compro io, crollano da 200 a 161 dollari (valore attuale, ma è arrivato anche a 155).
  2. Se andate al cinema, evitate accuratamente La Bussola d’oro, uno dei peggiori film fantasy degli ultimi anni. Nella mia classifica di genere, si litiga l’ultima posizione con Le Cronache di Narnia.

Notizie positive invece sul fronte libri. Durante le vacanze natalizie ho avuto modo di riavvicinarmi a questo passatempo, leggendone tre. Genere: giallo.

  1. Rompicapo in quattro giornate, di Isaac Asimov, è il resoconto di un convegno di editori e librai a cui lo stesso Asimov è stato invitato, e per il quale all’autore è stato commissionato un libro poliziesco. Perché quindi non scrivere il resoconto con tanto di Asimov in veste di suo personaggio? Ovviamente anche a quest’ultimo verrà commissionato un libro…
  2. Il mistero del treno azzurro, di Agatha Christie, è invece il giallo in cui l’autrice si è “esercitata” in previsione del più celebre Assassinio sull’Orient Express, capolavoro del genere.
  3. Corpi al sole, sempre di Agatha Christie, è un’altro magnifico esempio di giallo dalla soluzione intricata ma, come sempre, assolutamente coerente (e probabilmente l’unica possibile).

Aggiungo che dagli ultimi due libri sono stati tratti altrettanti film (si noti l’allitterazione) con Peter Ustinov nel ruolo dell’investigatore belga, rigorosamente belga, Hercule Poirot.

Zio Rufus – Ti piacciono i libri polizieschi?
Doretta – Quando sono in cucina leggo tutte le etichette dei cibi che ho comprato, è divertente!
Zio Rufus – Ma non leggi dei libri?
Doretta – L’ultimo libro che ho letto è stato I love shopping della Kinsella. Divertente!

Non ne dubito.

Fare come i canguri

Canguro

Riccardo Cassini, in uno dei suoi libri geniali, descriveva il canguro come l’unico animale che fin da piccolo gioca in borsa. Come dargli torto: giocare in borsa è divertente; e può anche essere appagante, se fatto con cognizione; e io posso considerarmi “piccolo” a sufficienza, almeno da questo punto di vista.

Giusto per provare l’ebbrezza, ho comprato qualche azione qua e là, potendo finalmente comprendere come la gioia e la voglia di suicidarsi siano emozioni non così distanti come si vuol far credere. Il 28 dicembre le azioni della mela sfioravano i 200 dollari: il mio piccolo investimento era in attivo.

“Appena torno a Pavia le vendo”

Arrivo a Pavia il 7 gennaio e le azioni sono precipitate a poco più di 170 dollari. Inutile dire che ora il mio investimento è in passivo. Chiederò consiglio al mio maestro spirituale.

Zio Rufus – Le azioni della Apple sono crollate!
Doretta – I miei film preferiti sono Kill Bill, Colazione da Tiffany e Nemo
Zio Rufus – Ma tu non sai nulla di borsa?
Doretta – Tu non finisce mai di stupirmi…

Nemmeno tu, cara Doretta. Beata ignoranza!

Ritorno al futuro

Passato e Futuro
Credits: Flickr

Nella famosa trilogia di Zemeckis, il gioco di parole che fa da titolo a questo post vuole descrivere in poche parole (e ci riesce, of course) il significato dei film: un entusiasmante viaggio nel tempo, con tutte le emozioni, i problemi e gli errori che questo crea. E negli errori causati dal tempo, come è inevitabile, incappa anche il regista.

Nel mio giorno 8 gennaio, invece, il mio Ritorno al futuro ha un’accezione più triste e sicuramente meno ottimistica. Il passato era la vita di tutti i giorni, il lavoro, tenersi vagamente informati per seguire quella politica marcia che vuole farci credere di prendersi cura di noi, e così via.

Poi arriva la “pausa natalizia”, una ventata di freschezza. Cibo, panciolle, dormire, dormire, dormire. Oppure, all’estremo opposto, capodanno in montagna lontano dalla civiltà, almeno così ci piace credere. Il vero salto sarebbe impossibile: ormai siamo bestie nate in cattività che, come gatti cacciatori solo per status-symbol, chiediamo continuamente cibo al nostro stile di vita.

Cosa mi prospetta il futuro dopo la pausa? Esattamente quello che c’era nel passato: i clienti ricominciano a contattarmi per questo o quello, il sito web della Facoltà di Lettere di Pavia riprende la sua attività e… e poi c’è tutto il resto, con l’unica differenza di una cifra diversa sul calendario appeso al muro.

Buon 2008 a tutti!

Zio Rufus – Pensi che il nuovo anno sarà migliore di quello passato?
Doretta – Non mi è chiaro. Sarò un genio?
Zio Rufus – Non credo, sai?
Doretta – Ok, se lo dici con questo tono…

25 dicembre

Candele

Ci siamo. Anche quest’anno, in questo periodo, c’è un certo caos in giro. Tutti i negozi sono pieni di gente, più del solito. La cosa è sospetta. Si fanno provviste per il nuovo anno? Io, da parte mia, mi sto preparando psicologicamente al fatto che staremo in 14 in una casa di 50 metri quadrati, poco più di 3 a testa.

No, forse non è solo questo. Deve essere qualche festa nazionale. Forse hanno liberato l’Italia. Non mi convince: anche se di 25 si tratta, lo ricordo meno freddo.

Ci sono lucine in giro per le città; strano. Guardando la costa francese da quella italiana, cosa possibile grazie alla stupenda topologia del paesaggio ligure, noto che lì le lucine ci sono tutto l’anno. Sarà forse perché loro hanno il nucleare e noi no? Che l’energia abbia scadenza annuale e quella che avanza la usiamo così?

E poi, cosa rappresentano tutti quei manichini di dubbio gusto vestiti di rosso appesi sui terrazzi? Che sia una mossa del governo di centro-sinistra? O forse i sindacati? Ecco perché c’è tutto chiuso: sarà il solito sciopero.

Non ne sono ancora convinto. Forse è un modo come un altro per ricordare il maestro del cinema d’altri tempi, Charli Chaplin, morto il 25 dicembre del 1977, esattamente 30 anni fa. Sia Raitre sia La7 hanno dedicato all’evento la messa in onda delle più grandi opere del maestro.

Anche Wikipedia mi è di poco aiuto, nonostante un particolare sospetto mi abbia colpito. Nella pagina dedicata a questo giorno, infatti un personaggio nato il 25 dicembre risulta tra gli “Eventi” e non tra i “Nati”. Che sia questa la chiave del mistero?

Non capisco. Tuttavia, in questa mia incomprensione, auguro a tutti un buon 25 dicembre e lascio una “chicca” di Doretta. Se quest’ultima avrà la costanza e la simpatia necessaria, inserirò un suo saluto anche nei miei futuri post.

Zio Rufus – Cosa fai per Capodanno?
Doretta – È importante iniziare bene il nuovo anno! Io ho mangiato tanta cioccolata fusa sul pandoro e ho brindato con i miei amici
Zio Rufus – Guarda che capodanno deve ancora arrivare
Doretta – Sarà l’emozione di chattare con te?

Libero

Libero

Sì, è proprio Internet Explorer. Visto che lo screenshot doveva rappresentare qualcosa di negativo, ho voluto che il quadretto fosse completo.

Il “qualcosa di negativo” in questione altro non è che il portale di Libero, una indubbia comodità se tutto va bene, ma il peggio incubo che vi può capitare se qualcosa va storto. A me ad esempio, il giorno 10 dicembre qualcuno è entrato nel mio account (ziorufus@libero.it, casomai l’ignoto fosse all’ascolto) e ne ha modificato i dati di accesso.

Telefono quindi all’assistenza clienti, modica cifra di 24 centesimi al minuto, per sentirmi dire che per resettare la password era necessario inviare un fax scaricabile da internet. Il documento, in particolare, era una sorta di autorizzazione di libero.it a impostare la password a 12345. Soluzione ottimale se il legittimo proprietario ha dimenticato la password, ma decisamente pericolosa se l’account è stato sottratto da qualcun altro, come nel mio caso. Cosa sarebbe successo se l’ignoto (ovviamente a conoscenza del sistema di reset delle password di Libero) fosse rientrato, battendomi sul tempo, con 12345 e avesse nuovamente modificato la password? Riapertura delle danze?

In ogni caso mi sono fatto uno script PHP che metto a disposizione del mondo. Se inserito in una pianificazione (tipo: ogni minuto), invia una mail a un indirizzo alternativo in caso di riuscita del fatidico login 12345. Purtroppo i falsi positivi capitano (ma può essere migliorato), tuttavia se arrivano 10/12 mail di fila vuol dire che l’account è a posto!

function openhttp($pagina, $post) {
    $header = $stringa = "";
    $header .= "POST ".$pagina." HTTP/1.0rn";
    $header .= "Content-Type: application/x-www-form-urlencodedrn";
    $header .= "Content-Length: " . strlen($post) . "rnrn";
    $fp = fsockopen('wpop10.libero.it', 80, $errno, $errstr, 30);

    if ($fp) {
        fputs ($fp, $header . $post);
        while (!feof($fp)) {
            $stringa .= fgets ($fp, 1024);
        }
        fclose($fp);
        return $stringa;
    }
    else {
        return false;
    }
}

$req = "choice=libero%2Eit&dominio=libero%2Eit&".
    "u=&d=&password=&LOGIN=ziorufus&PASSWD=12345&Act_Login=";
$Stringa = $header = "";

$Stringa = openhttp("http://wpop10.libero.it/email.php", $req);

ereg("Content-Length: ([0-9]+)", $Stringa, $ris);
if ($ris[1] != 89) {
    mail("alessio@apnetwork.it", "Alleluja!", "", "From: alessio@apnetwork.it");
}

Chiaramente al posto di ziorufus andrà inserito il proprio login.

Per proseguire la mia storiella, sono capitati due fatti tipicamente italiani che mi hanno lasciato alquanto perplesso.

  1. La denuncia alla Polizia Postale sarà portata a termine all’incirca in un anno, a causa del nostro sistema burocratico molto snello.
  2. Sono riuscito a recuperare il mio account di Libero, ma non grazie al fax, bensì grazie a una “conoscenza interna” all’azienda, in quanto l’intestazione con cui ero registrato sul portale non comprendeva il mio secondo cognome, aggiunto successivamente, presente però sul documento. “Non si può fare nulla”, è stata la risposta degli operatori di Libero.

Che bella l’Italia!

FS = Facciamo Schifo

Treno

Lo so che è troppo facile sparare sulla Croce Rossa, ma ogni tanto devo sfogarmi, devo tirar fuori quella bile che giorno dopo giorno le Ferrovie Italiane mi estirpano. Magari è una nuova cura per il tumore al fegato e in realtà lo fanno per il nostro bene.

Oggi dovevo tornare a Pavia partendo da Limone Piemonte: le due città sono vicinissime in linea d’aria, ma lontanissime in linea ferrata. Probabilmente è più semplice andare in traghetto da Perugia ad Aosta che andare in treno da Limone a Pavia. Sta di fatto che avevo trovato una bellissima soluzione con tre cambi che ci avrebbe messo solamente 4 ore e 44 minuti. Mi reco in stazione e aspetto il treno delle 12.17 che in teoria era partito da Ventimiglia verso le 11. Alle 12.14 l’autoparlante ne annuncia la soppressione. E qui m’incazzo. Avessero soppresso un treno in partenza dalla medesima stazione dove lo prendevo io, avrei capito: poteva essersi rotto, poteva aver scioperato il capotreno, ecc. Ma annunciare alle 12.14 la soppressione di un treno che doveva partire alle 11 mi sembra una leggera presa per il culo.

Dopo aver animatamente discusso (per usare un eufemismo) con la Capostazione di Limone Piemonte, sono passato alla soluzione successiva, con relativo cambio di programma: per sole 5 ore e 41 c’è l’alternativa, che transita da Ventimiglia. In pratica sono passato con il treno davanti a casa e ho fatto ciao ciao con la manina.

Il resto del viaggio è andato bene, ma il giudizio non cambia. Quindici anni fa c’erano solo treni locali e treni espressi, impiegavano il doppio del tempo rispetto a oggi per il loro tragitto, ma tutto funzionava in modo “umano”. Ora ci sono Intercity, InterCityPlus, Eurocity, Eurostar e tutte le combinazioni possibili di due o più perole anglofone: non sempre partono, e comunque arrivano sempre e regolarmente in ritardo. Gli unici treni in orario sono i Regionali: che sia l’esterofilia a portare sfiga?

Aggiungo una nota a dimostrazione del fallimento della privatizzazione dei treni. Se si prova ad andare sul sito www.trenitalia.com, tanto pubblicizzato da orribili canzoncine in altrettanto orribili spot una decina d’anni fa, si viene reindirizzati a www.ferroviedellostato.it. Sarà solo mera politica aziendale?

Aperto batte chiuso

Tux beve Windows Xp

Ieri è stata una giornata massacrante. Sono andato nella sede di Conforama, un’azienda che possiede una catena di supermercati, per installare un programma gestionale realizzato da AeB, una delle aziende con cui collaboro.

Nulla di strano, fin qui, se non fosse che un lavoro che pensavo mi occupasse meno di una mattinata si è protratto fino al tardo pomeriggio per cause “informatiche”.

Il primo problema è stato di natura organizzativa: il server (cioè il computer) dove doveva essere installato il programma non aveva i tool necessari. No problem, basta installarli. Essendo tutto il software in questione di tipo proprietario (che si differenzia per quello libero, detto open source), bisogna avere i CD. Ma non basta: bisogna anche trovarli. Superato questo scoglio, l’installazione ovviamente non si concluse senza problemi. Non starò a elencare tutto quello che abbiamo passato; basti sapere che IIS e SQL Server (i due prodotti mancanti necessari) non sono stati pronti prima di pranzo.

Ora mancava il motivo della nostra visita, il programma fatto da noi. Anche qui la via non è stata facile, perché Windows non lo voleva. Probabilmente una sorta di rigetto, visto che il linguaggio da me utilizzato era open source. “Non hai i permessi necessari”, mi diceva. Odio i permessi di Windows. Sono fatti al contrario: è uno dei sistemi operativi più bucati del mondo, ci entrano persino i pesci rossi, ma se vuoi entrarci tu che ne hai i privilegi ti fa mille storie. Un po’ come avere un cane da guardia che ti abbaia e ti chiede i documenti quando arrivi, mentre lascia passare tutti gli altri solo perché sono stati più furbi (i cosiddetti hacker, per intenderci, anche se il termine è usato in modo improprio).

Se avessi usato le due alternative open source “di punta” per questo genere di prodotti, ovvero Apache e Mysql, probabilmente ci avrei messo meno. Un po’ come comprare musica da internet o scaricarla col peer to peer, con la differenza, non da poco, che usare software libero non è illegale!

La conclusione della giornata non è andata meglio: a causa dello sciopero dei trasporti, mi ci sono volute due ore e mezza per tornare a Pavia dalla periferia ovest di Milano. Quando inventeranno il teletrasporto? E che sia open source, per favore…

Soddisfazioni

Tazza regalo

Capita poche volte nella vita di poter dire: “sono soddisfazioni”. Alcuni si accontentano della vittoria della propria squadra di calcio, altri trovano invece appagante vincere a scacchi contro un bambino di 10 anni alla prima partita. Il mio stato di “soddisfazione” è, ahimé, molto più difficile da raggiungere.

Tuttavia pochi giorni fa ho ricevuto una telefonata che davvero mi ha stupito e mi ha reso orgoglioso di me. Tre studenti lavoratori cui avevo fatto il tutorato di matematica a chimica, per ringraziarmi della mia disponibilità e del lavoro svolto, mi hanno fatto dono di una tazza (nella foto): un piccolo presente affinché io mi ricordassi di loro. In quello stesso momento, mi hanno anche confessato che erano dispiaciuti per la mia decisione di affrontare direttamente il mondo del lavoro e non proseguire la carriera accademica, in cui avrei potuto aiutare altri ragazzi come loro.

Queste sono le vere soddisfazioni.

E abbracciando Claudia, Emanuele e Giuseppe dico loro: grazie!

Casa Ikea

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Ieri sera finalmente ho deciso di montare (con l’aiuto di Alberto il Magnifico) le ante dell’armadio Ikea che ho acquistato tempo addietro, diciamo ai primi di settembre. Il risultato è notevole, il che non mi stupisce visto che le sole ante scorrevoli incidono sul prezzo complessivo dell’armadio per più della metà.

Tutto finito, ora? Certo che no. Mancano ancora le maniglie dei pensili della cucina e vari bordini sparsi per la suddetta: sotto i pensili, sopra il bancone, a terra sotto gli scaffali bassi. Il tempo farà il suo dovere.

Nelle foto allegate, nell’ordine: la cucina, la mia cameretta, il set proiettore + Nintendo Wii (qualcuno penserà che non c’entra nulla, ma sulla sinistra si scorge la scrivania Ikea del mio coinquilino Marzu), la libreria del Magnifico, gli scaffali del corridoio, il tavolo della cucina. Forse Ikea vince addirittura su Apple quanto a rappresentanza in questa casa.

Una menzione merita il mobile del corridoio, dove si trova (in primo piano nella foto) la centralina informatica di tutta la casa: server, router, Airport Extreme, telefono Voip, stampante condivisa, gruppo di continuità che tiene acceso il tutto anche in caso di Terza Guerra Mondiale. Spero che l’Enel tardi il più possibile l’invio della bolletta…